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	<description>Associazione di Auto-Aiuto sui problemi del Disagio Mentale</description>
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		<title>Parliamone…</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 17:56:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vivereinsieme</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[Incontri tra l’Associazione Vivere Insieme e gli operatori del Centro di Salute Mentale di Arezzo Premessa Nel corso dei nostri incontri in associazione sono spesso emersi da parte  di familiari e persone in cura interrogativi rispetto a temi che riguardano &#8230; <a href="http://www.vivereinsieme.net/?p=134">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Incontri tra l’Associazione Vivere Insieme e gli operatori del Centro di Salute Mentale di Arezzo</h2>
<h3>Premessa</h3>
<p>Nel corso dei nostri incontri in associazione sono spesso emersi da parte  di familiari e persone in cura interrogativi rispetto a temi che riguardano le esperienze di malattia e che hanno stravolto la loro esistenza; interrogativi sui disturbi, ansie su come affrontare nella quotidianità le difficoltà di una vicenda di vita complessa come la malattia mentale. Incertezze e spesso disinformazione su  come trovare risposte alle istanze sociali e sanitarie, senza confondere i piani, domande inespresse, spesso per pudore, spesso per timore.</p>
<p>L’importanza della partecipazione  e del contributo  delle famiglie nel lavoro della psichiatria territoriale è ormai ampiamente documentata per il valore e la risorsa che rappresentano.</p>
<p>E’ noto che il decorso e l’esito dei disturbi mentali gravi viene ampiamente modificato in positivo quando la famiglia è partecipe, quando il grado di accordo tra pazienti, familiari e Servizi è soddisfacente e quando gli obiettivi sono condivisi.</p>
<p>(Falloon, 1994)</p>
<p>Noi aggiungiamo che il grado di benessere dei familiari si esprime anche attraverso la chiarezza degli obiettivi e spesso attraverso proposte di cambiamenti, se occorre, strutturali degli assetti familiari.</p>
<p>Per queste ragioni in Associazione abbiamo pensato ad una serie di incontri con operatori del Centro di Salute Mentale Adulti rivolti ai familiari di persone in cura  con <strong>l’obiettivo</strong> di fornire:</p>
<ul>
<li>informazioni utili sui principali disturbi mentali,</li>
<li>suggerimenti utili per la gestione familiare del disturbo al fine di ridurre il carico assistenziale derivante dalla convivenza con le persone con disturbi psichici,</li>
<li>suggerimenti su come acquisire maggiore consapevolezza dei propri obiettivi di vita e su come raggiungerli,</li>
<li>orientamento sulla qualità della comunicazione come veicolo di emozioni e proposte,</li>
<li>qualche incursione su come il Cinema ha affrontato i temi della sofferenza psichica,</li>
<li>infine, informazioni su diritti sociali e su come esercitarli.</li>
</ul>
<p>Speriamo che l’iniziativa sia gradita, in tal caso potrà essere riproposta con ulteriori temi.</p>
<p>Per comprendere se gli incontri avranno avuto efficacia abbiamo pensato di valutarli attraverso un questionario relativo al “<em>carico assistenziale</em>” percepito dall’utente e dal familiare che verrà consegnato al primo e all’ultimo incontro.</p>
<p>Di seguito viene illustrato il programma degli incontri:</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0" width="80%">
<tbody>
<tr>
<td><strong>Argomento</strong></td>
<td><strong>Relatore</strong></td>
<td width="25%"><strong>Data</strong></td>
<td width="21%"><strong>Orario</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Aspetti generali   dei disturbi psichiatrici</td>
<td>Giampiero Cesari<br />
<span style="font-size: 0.9em;">Psichiatra</span></td>
<td>Giovedì 04/11/10</td>
<td>17.00  – 19.00</td>
</tr>
<tr>
<td>I diritti degli utenti con disagio psichico: tra il sanitario e il   sociale</td>
<td>Paolo Francini<br />
<span style="font-size: 0.9em;">Assistente Sociale</span></td>
<td>Giovedì 11/11/10</td>
<td>16.30   – 18.30</td>
</tr>
<tr>
<td>Aspetti emozionali nella definizione degli obiettivi di vita</td>
<td>Maurizio Sauro<br />
<span style="font-size: 0.9em;">Educatore Profssionale</span></td>
<td>Giovedì 25/11/10</td>
<td>16.30   – 18.30</td>
</tr>
<tr>
<td>Il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura come luogo di transizione</td>
<td>Annalisa   Giannelli<br />
<span style="font-size: 0.9em;">Psichiatra</span></td>
<td>Venerdì 10/12/10</td>
<td>16.30   – 18.30</td>
</tr>
<tr>
<td>Aspetti clinici dell’ansia e della depressione</td>
<td>Rossana Vitale<br />
<span style="font-size: 0.9em;">Psichiatra</span></td>
<td>Venerdì 17/12/10</td>
<td>16.30   – 18.30</td>
</tr>
<tr>
<td>L’assertività quale strumento relazionale efficace</td>
<td>Valentina   Bracciali<br />
<span style="font-size: 0.9em;">Psicologa</span></td>
<td>Sabato 15/01/11</td>
<td>10.30   – 12.30</td>
</tr>
<tr>
<td>Visione di un film e buffet di saluto</td>
<td>Barbara   Abatangelo<br />
<span style="font-size: 0.9em;">Educatrice Professionale</span></td>
<td>Venerdì 21/01/11</td>
<td>16.30   – 19.00</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><em>Alcune date potranno subire delle variazioni rispetto al calendario</em></p>
<p>Gli incontri si svolgeranno nella sede dell’Associazione “Vivere Insieme” presso il Centro Giovani “Arezzo Factory”, in Via Masaccio – 6, Arezzo.</p>
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		<title>In costruzione</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 11:29:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La voce degli utenti]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
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		<title>Che cos&#8217;è la depressione</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 11:44:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse è più facile definire cos’è una xerodermia di che cosa sia la depressione. Pochi capiscono che la depressione è una malattia vera e propria: solo gli addetti ai lavori ci riescono e chi ne è colpito e con essi &#8230; <a href="http://www.vivereinsieme.net/?p=80">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse è più facile definire cos’è una xerodermia di che cosa sia la depressione. Pochi capiscono che la depressione è una malattia vera e propria: solo gli addetti ai lavori ci riescono e chi ne è colpito e con essi i propri familiari.<br />
La depressione è una grave e dolorosa malattia, a volte può esserlo così tanto che il pensiero della persona che ne soffre, può perdere ogni contatto con la realtà.<br />
Essa può dare molte sensazioni, avere molti volti: quello della tristezza, quello dell’apatia, quello della disperazione, quello dell’odio per sé stessi e del volersi far male, quello di volersi uccidere.<br />
Non so chi ha detto “non c’è salute senza salute mentale”, ma non c’è niente di più vero; se non si conosce la depressione si può pensare che la persona sia pigra, sciatta, egoista e non le si dà alcun aiuto o ascolto, se non rimproveri: appena si riesce a tollerare una persona così.<br />
La depressione è considerata un disturbo dell’umore, ma soprattutto dell’affettività. A volte lo stato d’animo depressivo può essere una reazione all’ambiente lavorativo, ma soprattutto a quello familiare e ne vengono colpiti indistintamente giovani e meno giovani, uomini e donne, uomini d’affari e casalinghe.<br />
Le persone colpite dalla depressione spesso arrivano a sentirsi inutili, inadeguati, incapaci; l’autostima del depresso è praticamente annullata, così come la fiducia in sé stesso. La persona depressa a volte sente sulle sue spalle il peso di un immenso fardello che piano, piano la schiaccia, la piega su di sé e, sentendosi incapace di reagire, vede come unica salvezza il suicidio.<br />
Il suicidio rappresenta un rischio molto importante in questa malattia; a volte può essere solo il desiderio di morire ma, quasi sempre, vi possono essere gravi e ripetuti tentativi di suicidio. Pensiero fisso del depresso è quello di essere un peso per la famiglia: morire è l’unico modo per togliere loro quel peso.<br />
E’ un male subdolo, la depressione, si insinua in ogni parte del tuo essere e ti stritola, ti annienta, ti abbruttisce, ti cancella dalla società. Molti tentativi di suicidio sono richieste di aiuto, ma questo lo capiscono solo gli analisti, per gli altri è solo l’ennesimo gesto di egoismo.<br />
Il primo passo per la guarigione, perché è possibile guarire, è affidarsi alle cure mediche anche per amore dei familiari che tanto soffrono e sono coinvolti in questa situazione, iniziando un cammino di recupero credendo in quello che si sta facendo.<br />
E un giorno, anche la persona più malata, riuscirà a uscire da questo tunnel e tornerà a vedere le piccole, grandi, belle cose che la vita ci dà.</p>
<p>Mara Ghinassi</p>
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		<title>La mia testimonianza personale&#8230;&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 11:43:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Io mi sono ammalato all’età di 20 anni durante il primo anno di università. L’adolescenza per me è stata un età difficile in cui ho passato esperienze di droga e relazioni affettive difficili e deludenti. Durante questo periodo posso dire &#8230; <a href="http://www.vivereinsieme.net/?p=78">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io mi sono ammalato all’età di 20 anni durante il primo anno di università. L’adolescenza per me è stata un età difficile in cui ho passato esperienze di droga e relazioni affettive difficili e deludenti.<br />
Durante questo periodo posso dire di aver scoperto il mio personale mondo interiore fatto di pensieri da cui sono stato sorpreso per la sua abissalità e dove ho cominciato a confondermi attraverso una irrazionalità, che mi disorientava e mi faceva chiudere sempre più in me stesso.<br />
A ciò si aggiungevano stati allucinatori visivi e uditivi a cui io ero impreparato non sapendo che altro che non erano altro che un frutto della mente, mentre io invece gli davo un valore eccessivo e credevo fosse una comunicazione con persone lontane da me.<br />
Il primo trauma è stato duro da affrontare ed ancora ne risento la sofferenza, ma il mio merito è stato quello di essermi affidato fin dal primo momento alla cura dello psichiatra. La scoperta della verità degli stati allucinatori è fondamentale per distaccarmene ed inoltre ho provato attraverso le mie personali risorse di ricreare un ordine mentale.<br />
Nonostante ciò ho subito una seconda nevrosi forse dovuta a stress e ad un eccessiva tensione familiare.<br />
In famiglia infatti si litigava spesso ed io percepivo la madre e il padre come due principi opposti, come due diversi modi di concepire la vita e di volermi bene.<br />
A seguito di ciò ho fatto un secondo ricovero in ospedale e di seguito ho partecipato ad un programma terapeutico in una comunità insieme a ragazzi con problemi psicologici simili ai miei.<br />
Adesso penso, e credo anche il mio curante, di aver ottenuto un maggior rafforzamento ed una più ampia e concreta speranza di non ammalarmi più.<br />
In tutto questo periodo rimangono delle difficoltà, ma ciò che mi ha sempre aiutato è stato il continuo sforzo di stare meglio, riconoscere in me delle qualità, ma anche aumentare la consapevolezza che i medici mi hanno suggerito intorno alla malattia.<br />
In questo tempo sono riuscito a frequentare l’Università con ottimi risultati ed a laurearmi.</p>
<p>Anonimo</p>
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		<title>Una piccola riflessione</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 11:42:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo il convegno del Coordinamento Toscano Per la Salute Mentale,primo vero convegno a cui partecipavo,se prima avevo una certa considerazione di me, dopo mi sono sentita piccola piccola ed ho sentito la nostra Associazione, Vivere Insieme, come allo stato embrionale. &#8230; <a href="http://www.vivereinsieme.net/?p=76">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il convegno del Coordinamento Toscano Per la Salute Mentale,primo vero convegno a cui partecipavo,se prima avevo una certa considerazione di me, dopo mi sono sentita piccola piccola ed ho sentito la nostra Associazione, Vivere Insieme, come allo stato embrionale.      Io che pensavo che tante cose avessimo fatto, ho capito che bisogna armarsi di umiltà e lavorare, non per copiare le altre Associazioni, ma per far si che Vivere Insieme cresca, un po’per volta,con fatica e dedizione e in modo tale che l’auto-aiuto non sia solo quello del venerdì, ma sia costante e quotidiano. </p>
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		<title>La testimonianza di un volontario</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 11:38:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho provato sulla mia pelle gli effetti devastanti provocati dall’egoismo e dall’ indifferenza: ci inaridiscono, ci rendono diffidenti e vendicativi, ci tolgono letteralmente la voglia e la capacità di vivere civilmente insieme agli altri. Perché l’egoismo genera l’egoismo: se nessuno &#8230; <a href="http://www.vivereinsieme.net/?p=70">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho provato sulla mia pelle gli effetti devastanti provocati dall’egoismo e dall’ indifferenza: ci inaridiscono,  ci rendono diffidenti e vendicativi, ci tolgono letteralmente la voglia e la capacità di vivere civilmente insieme agli altri. Perché l’egoismo genera l’egoismo: se nessuno fa per te, anche tu, se vuoi vivere, devi combattere solo per te, magari contrastando gli altri con ogni mezzo, lecito o illecito che sia. Ecco: io ho rifiutato di entrare in questa logica, che giudico perversa, non solo per indole, ma perché sono profondamente convinta che la solidarietà è, oggi più che mai, l’unico mezzo-valore che l’uomo ha per sopravvivere su questa terra, sia a livello individuale che universale. La sento, la solidarietà, come una sfida. Per questo faccio del volontariato. E anche per trascorrere qualche ora piacevolmente, nell’impegno comune, insieme a persone con cui non sei in competizione. A nessun livello</p>
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		<title>La testimonianza di una mamma</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 11:37:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Era l’estate del 1997 quando, mio figlio appena ventenne, universitario, fino ad allora spensierato come tutti gli adolescenti, ebbe la sua prima crisi .Erano anni che io, mamma, dentro la sua spensieratezza avvertivo un profondo disagio, ma a niente valeva &#8230; <a href="http://www.vivereinsieme.net/?p=68">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era l’estate del 1997 quando, mio figlio appena ventenne, universitario, fino ad allora spensierato come tutti gli adolescenti, ebbe la sua prima crisi .Erano anni che io, mamma, dentro la sua spensieratezza avvertivo un profondo disagio, ma a niente valeva cercare di parlarci e tanto meno cercare, come potevo, di aiutarlo;infatti lui negava di stare male e negandolo rifiutava ogni forma di rapporto con tutta la famiglia ed anche con me:erano forse proprio il suo dolore, la sua confusione mentale che lo rinchiudevano in un mondo tutto suo,che escludeva gli altri e, perciò, anche la famiglia<br />
            Ed allora,con la prima crisi, sono iniziate le vere difficoltà:lui stava male de io,vedendolo così, non riuscivo neppure ad aiutarlo, perché anche io stavo male insieme a lui;mi sembrava di essere entrata in un incubo senza fine ed ero sola a combattere questa battaglia, sola con lui, perché dalla famiglia non avevo alcun sostegno.<br />
           Il primo e vero aiuto l’ho ricevuto dai medici e terapisti del Dipartimento di Salute Mentale di Arezzo che furono molto tempestivi ed efficaci nell’intervento terapeutico di sostegno verso mio figlio,che, piano piano, cominciava a migliorare.Certo, tutti i giorni non erano uguali,alcune volte c’era una piccola ricaduta, ma poi, tornava subito il miglioramento.<br />
         Fu allora che sentii il bisogno di condividere le mie ansie, emozioni le mie problematiche con persone che potevano capirmi perché anche loro vivevano le stesse ansie, emozione, problematiche.Queste persone erano genitori come me e con i quali,nel 1998, abbiamo costituito l’Associazione “Vivere Insieme”.<br />
        Adesso, a distanza di otto anni, considerando il cammino che abbiamo fatto insieme, genitori ed utenti, mi sento molto soddisfatta perché questa esperienza mi ha aiutato in tante cose ma sopra tutto a contenere l’ansia che mi opprimeva e poi riversavo su mio figlio, cosa che certamente non lo aiutava.Sono anche riuscita a prendere coscienza del problema ed a condividerlo con chi mi poteva ben capire:è uno scambio di aiuto e empatia.<br />
         Come io confido nell’Associazione come punto di riferimento continuo per mio figlio e per me, così spero che altre persone possano avvicinarsi all’Associazione per poter ricevere l’aiuto e l’appoggio che io vi ho trovato,per poter poi evitare i grandi disagi che vengono a crearsi dentro la famiglia tutta.</p>
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		<title>24.02.2010 Tavola rotonda organizzata dall&#8217;associazione</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 11:36:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[OBIETTIVI DELLA GIORNATA DI CONFERENZA La fascia di età dai 15 ai 25 anni, soprattutto per il genere maschile, è un&#8217;area non presidiata dai Servizi e da interventi mirati e che dimostra un grave vuoto di intervento, come dimostrato nel &#8230; <a href="http://www.vivereinsieme.net/?p=66">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>OBIETTIVI DELLA GIORNATA DI CONFERENZA</p>
<p>La fascia di età dai 15 ai 25 anni, soprattutto per il genere maschile, è un&#8217;area non presidiata dai Servizi e da interventi mirati e che dimostra un grave vuoto di intervento, come dimostrato nel grafico, tratto dai dati raccolti dalla Regione Toscana.   E&#8217; questa la fascia di età nella quale si manifestano tutti i disturbi mentali che colpiscono la popolazione adulta.  Vanno pensati interventi mirati che coinvolgono tutte le strutture che entrano in contatto diretto con la persona giovane. Vuol essere un vero e proprio appello ad armarsi di conoscenze e capacità per affrontare quella che sta diventando una vera e propria emergenza.  Pensiamo che sia le istituzioni (sanità, Comune, Provincia, scuola) sia i privati, come le associazioni, a forte partecipazione cittadina (consulta per la partecipazione della cittadinanza), debbono investire enormemente di più in questo campo, che abbiano il dovere di raccordarsi per la creazione di una vera e propria cabina di regia per coordinare gli interventi che non possono più essere lasciati a iniziative autoreferenziali e non collegate tra di loro. Sotto il profilo economico riuscire ad ottimizzare le risorse messe in campo per interventi precoci sarebbe un ottimo affare, ma sotto l&#8217;aspetto etico sarebbe una meravigliosa scommessa.</p>
<p>In breve ciò che è emerso dalla conferenza è la maggiore difficoltà per gli enti di monitorare e fare prevenzione sulla fascia di età adolescenziale rispetto a quella dell&#8217;infanzia, essendo quest&#8217;ultima molto più dipendente dalla famiglia con la quale è più semplice comunicare. Quindi il problema della salute mentale degli adolescenti rimane, tanto più che la stessa scuola al momento avverte le sue carenze per un recupero psicologico di possibili ragazzi anche se si stanno creando centri di ascolto all&#8217;interno delle strutture scolastiche,ma in verità la preparazione e gli strumenti di psicologia  scolastica sono ad oggi ancora rudimentali.  Infine le istituzioni e gli enti addetti esprimono l&#8217;allarme di non frammentare gli interventi, ma chiedono uno sforzo di maggiore collegialità avvertendo l&#8217;inadeguatezza di incarichi gestiti in maniera isolata.</p>
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		<title>5.01.2009 Giornata Nazionale della Salute Mentale</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 11:35:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PORTE APERTE IN S.P.D.C. Il giorno 5 Gennaio 2009, come ricorrenza della Giornata Nazionale della Salute Mentale, l&#8217;Associazione ha organizzato una giornata di confronto e di festa nel reparto ospedaliero di psichiatria. A tutt&#8217;oggi le porte del reparto rimangono chiuse &#8230; <a href="http://www.vivereinsieme.net/?p=64">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PORTE APERTE IN S.P.D.C.<br />
<span id="more-64"></span><br />
Il giorno 5 Gennaio 2009, come ricorrenza della Giornata Nazionale della Salute Mentale, l&#8217;Associazione ha organizzato una giornata di confronto e di festa nel reparto ospedaliero di psichiatria. A tutt&#8217;oggi le porte del reparto rimangono chiuse ai pazienti seppure il reparto S.p.d.c. funziona molto bene. In linea con alcune esperienze nazionali abbiamo voluto aprire un dibattito anche ad Arezzo sulle possibilità e modalità di aprire le porte del reparto di psichiatria. Alla giornata erano presenti tutte le realtà che gravitano nella psichiatria aretina fra cui il Direttore Sanitario USL e il Centro Basaglia.</p>
<p>A fine dibattitto abbiamo organizzato un bellissimo concerto natalizio di musica classica tenuto dall&#8217;orchestra del Liceo Musicale e un buffet per i partecipanti.</p>
<p>Tutta la giornata iniziata alle 15.30 si è svolta lasciando la porta dell&#8217;S.P.D.C. aperta.</p>
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		</item>
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		<title>Scuola e volontariato</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 11:34:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Progetti 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[La collaborazione delle strutture scolastiche e la collaborazione con le Istituzioni presenti nel territorio è fondamentale per promuovere una cultura che abbatta il pregiudizio e faciliti la conoscenza delle strategie per affrontare il disagio e la sofferenza che lo esprime. &#8230; <a href="http://www.vivereinsieme.net/?p=62">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.vivereinsieme.net/wp-content/uploads/2010/08/arca.jpg" alt="" title="arca" width="200" height="200" class="alignright size-full wp-image-60" /></p>
<p>La collaborazione delle strutture scolastiche  e la collaborazione con le Istituzioni presenti nel territorio è fondamentale per promuovere una cultura che abbatta il pregiudizio e faciliti la conoscenza delle strategie per affrontare il disagio e la sofferenza che  lo esprime.</p>
<p>Nell&#8217;anno 2009 l&#8217;associazione VIVERE INSIEME continuerà le sue attività di prevenzione e sensibilizzazione al disturbo psichico. Per questo tra le nuove idee ci sono quelle di continuare l&#8217;informazione attraverso il progetto &#8220;Scuola e Volontariato&#8221; dove vorremmo coinvolgere alcune classi di alunni su lezioni che metteranno in relazione il disturbo psichico con l&#8217;uso di sostanze stupefacenti o l&#8217;appartenenza a gruppi di bulli. Il progetto, da realizzarsi con alcune classi campione, è totalmente gratuito per le scuole e articolato nel territorio in modo differenziato.
</p>
<p><span style="color:#006699;">OBIETTIVI</span><br/><br />
Il progetto si propone di  affrontare gli svantaggi che non sono unicamente sul versante del “cognitivo”, ma anche sul versante affettivo. Dare voce a quello che viene chiamato analfabetismo delle emozioni significa combattere quel malessere  così diffuso nella popolazione giovanile che può anche innescare seri disturbi di salute mentale.</p>
<p>Lo strumento dell’esperienza  teatrale o il linguaggio filmico creano un raccordo tra  la  sfera emotiva, affettiva e cognitiva e rendono il giovane capace di decodificare le proprie sensazioni ed emozioni. Il progetto ha anche l’obiettivo di abbattere lo stigma sociale esistente verso la malattia mentale.</p>
<p><span style="color:#006699;">DESTINATARI</span></p>
<ul>
<li>Scuole:  due classi media inferiore (terzo anno) e  dieci classi della  media superiore (azioni A e  B del seguente paragrafo) </li>
<li>Circa 25 giovani provenienti dalle scuole interessate per il laboratorio teatrale trasversale </li>
<li>Verranno proposti incontri di sostegno informazione  e sensibilizzazione rivolto agli insegnanti </li>
</ul>
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