OBBIETTIVI DELLA GIORNATA DI CONFERENZA
La fascia di età dai 15 ai 25 anni, soprattutto per il genere maschile, è un area non presidiata dai Servizi e da interventi mirati e che dimostra un grave vuoto di intervento, come dimostrato nel grafico, tratto dai dati raccolti dalla Regione Toscana. E' questa la fascia di età nella quale si manifestano tutti i disturbi mentali che colpiscono la popolazione adulta. Vanno pensati interventi mirati che coinvolgono tutte le strutture che entrano in contatto diretto con la persona giovane. Vuol essere un vero e proprio appello ad armarsi di conoscenze e capacità per affrontare quella che sta diventando una vera e propria emergenza. Pensiamo che sia le istituzioni (sanità, Comune, Provincia, scuola) sia i privati come le associazioni a forte partecipazione cittadina (consulta per la partecipazione della cittadinanza), debbono investire enormemente di più in questo campo, che abbiano il dovere di raccordarsi per la creazione di una vera e propria cabina di regia per coordinare gli interventi che non possono più essere lasciati a iniziative autoreferenziali e non collegate tra di loro. Sotto il profilo economico riuscire ad ottimizzare le risorse messe in campo per interventi precoci sarebbe un ottimo affare, ma sotto l'aspetto etico sarebbe una meravigliosa scommessa.
In breve ciò che è emerso dalla conferenza è la maggiore difficoltà per gli enti di monitorare e fare prevenzione sulla fascia di età adolescenziale rispetto a quella dell'infanzia, essendo quest'ultima molto più dipendente dalla famiglia con la quale è più semplice comunicare. Quindi il problema della salute mentale degli adolescenti rimane, tanto più che la stessa scuola al momento avverte le sue carenze per un recupero psicologico di possibili ragazzi anche se si stanno creando centri di ascolto all'interno delle strutture scolastiche,ma in verità la preparazione e gli strumenti di psicologia scolastica sono ad oggi ancora rudimentali. Infine le istituzioni e gli enti addetti esprimono l'allarme di non frammentare gli interventi, ma chiedono uno sforzo di maggiore collegialità avvertendo l'inadeguatezza di incarichi gestiti in maniera isolata.
